Comunicazione Content Marketing Marketing

Il marketing fatto dai professionisti

Come riconoscere le attività di marketing strategiche ed efficaci dalla semplice "fuffa"? dati sono il punto di partenza, ma bisogna saperli leggere.

Angelo Antonio Annibaldis
Pubblicato il 15 Maggio 2020
5 minuti

Come faccio ad avere la certezza che la strategia di marketing, darà poi risultati concreti? Domanda da un milione di dollari, vero?

Ed è la stessa che si pone sia un cliente sia un professionista del marketing serio, quando si ritrova ad approcciare un nuovo progetto. Perché la differenza tra fuffa (passaci il termine) e professionisti seri sta tutta nella risposta di questa domanda.

Il marketing fatto dai professionisti è quello in cui tutte le strategie e le azioni sono messe a punto per creare valore sia per il cliente sia per se stessi, azienda o freelance.

Perché di freelance improvvisati e di persone ed aziende più o meno affidabili, il mondo del marketing è pieno. E lo sarà sempre di più, tanto che diventa difficile capire se chi abbiamo davanti è in grado di far crescere un brand, un’azienda e di apportare valore, o se sono solamente chiacchiere ben impacchettate.

E quindi la domanda che vogliamo farti è proprio questa: sapresti distinguere i veri professionisti del marketing, dai millantatori?

Come saper riconoscere il marketing fatto dai professionisti?

Il mondo del marketing è come una giungla: un intreccio di vegetazione vigorosa e sottobosco in cui devi saperti districare, affrontando rischi ed ostacoli.

In questo ambiente così ricco la biodiversità è immensa. Come nel marketing.

Certo, il mondo è bello perché vario, ci sono persone oneste che fanno veramente il proprio lavoro e figure che si spacciano per quello che non sono, truffando il prossimo.

Ci sono moltissimi “professionisti” che contattano clienti ogni giorno promettendo risultati stupefacenti in brevissimo tempo, ma che spesso sono già a conoscenza di non poter mantenere la promessa.

Per farti un esempio più concreto: questo processo di fuffificazione (termine coniato da noi per esprimere la trasformazione in fuffa :)) ha colpito moltissimo il mondo del Social Media Marketing. “Professionisti esperti in Social Media” che propongono come strategia di marketing Facebook o Twitter. No, forse meglio LinkedIn? Beh sì, anche Tizio ha la pagina! 

Come se i social media presi uno dopo l’altro, fossero l’unica strategia possibile per le micro e Piccole Medie Imprese. E non, magari, strumenti per raggiungere obiettivi definiti in un piano editoriale completo e in una strategia di comunicazione. I social sono parte di un processo, non il processo in se.

Là fuori è pieno di gente che propone piani di Social Media Management (ricordati, la prima delle caratteristiche per riconoscere se un professionista è serio o meno, è il continuo utilizzo di paroloni buttati in un discorso o sul profilo LinkedIn, senza senso) per portare poi il cliente ad acquistare altri servizi e non quello per cui sono stati chiamati.

Per fortuna questa non è la prassi, e di professionisti seri ce ne sono davvero. Abbiamo preso questo esempio perché il settore sopra citato è uno dei più colpiti dall’improvvisazione, purtroppo.

Quali skills deve avere il web marketer professionista?

Un web marketer professionista ha conoscenze e abilità in più ambiti, diversi tra loro, ma trasversali e complementari.

Oltre alle competenze tecniche sviluppa quelle che sono delle soft skills indispensabili perché permettono di avere una visione strategica a 360° e un piglio imprenditoriale.

Non possono mancare in un professionista del marketing quindi visione e proattività, ma anche una buona esperienza visual user-friendly, cioè avere competenze di usabilità per poter valutare insieme al team le soluzioni da proporre e la fattibilità ed efficacia delle stesse.

Fondamentale è avere nozioni di content marketing: raccontare il proprio brand e sapere con quali contenuti comunicare, oggi è tutto. Infatti un’agenzia di marketing si distingue per la propria professionalità anche per il fatto di avere un blog, uno spazio per scrivere delle proprie competenze e narrare i successi in maniera trasparente e puntuale.

Importante è avere una buona familiarità con i dati e riuscire ad anticipare le innovazioni e i cambiamenti. Comprendere i dati aiuta ad ottimizzare le strategie di marketing e a renderle scalabili per raggiungere gli obiettivi; anticipare permette di essere sempre sul pezzo, di arrivare prima della concorrenza, sia per la propria professionalità che per i clienti.

Esperimenti ed esperienza sono le due variabili che permettono ad un professionista del marketing di essere bravo a delegare ai collaboratori, che deve essere comunque in grado di conoscere quello che si sta consegnando agli altri membri del team e avere le competenze base per capire se le strategie intraprese creeranno valore.

Quindi il vero professionista è quello che segue un piano di marketing strategico e operativo, il quale evidenzia la strategia complessiva da adottare nel mercato di riferimento con un’attenzione particolare alle customer personas, ai competitor e ai propri collaboratori.

E non solo, è in grado di mettere in pratica una strategia di marketing mix con una conoscenza ben consolidata degli strumenti e dei canali da utilizzare.

Come dovrebbe essere il marketing fatto dai professionisti?

Team e lavoro di squadraQuante volte hai sentito dire che il marketing deve essere onesto ed etico? Non sono solo parole dette a caso, perché il marketing concreto, trasparente e performante è quello che porta al raggiungimento di obiettivi.

Il resto è solo una truffa ai danni di colui che si fida e si affida nelle mani di chi non mette in campo strategie per apportare valore, ma per il solo profitto. Queste figure purtroppo creano anche un altro danno: minano la professionalità di quelle persone, pmi, liberi professionisti, aziende che il marketing lo fanno per davvero.

Forse potrebbe essere utile instillare nelle coscienze una scelta etica, si darebbe nuovamente al marketing quella funzione sociale, aziendale e professionale che dovrebbe avere, e si eviterebbe il proliferare di figure fuffose nate come funghi in questi ultimi anni.

Il marketing deve tornare a mettere al centro le persone per scrollarsi di dosso questa connotazione “truffaldina” e fare in modo che le aziende tornino a prediligere l’aspetto sociale in primis, e quindi non solo quello economico fatto di finti valori e personalizzazioni confezionate.

Approfondimento: Il piano di marketing aziendale è lo strumento che aiuta le aziende a fissare obiettivi definiti e chiari. Non solo, aiuta ad allocare le risorse ed i budget per non ritrovarsi in situazioni economiche spiacevoli; a motivare il team di lavoro con milestone condivise; a gestire e valutare il lavoro di tutto il team work.