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Contextual Marketing, comunica nel momento giusto

Raggiungere il cliente in un determinato momento, luogo e stato d’animo è la sfida che si propone oggi il Contextual Marketing. Non parliamo di una nuova forma di Marketing in realtà, quanto di un’evoluzione nelle tecniche e nelle modalità di creazione di un’offerta che diviene sempre più personalizzata.

È quello che accade ad esempio quando cerchiamo un prodotto online e non finalizziamo l’acquisto: il nome di quell’azienda o addirittura il prodotto stesso ci verranno mostrati successivamente mentre ci accingiamo ed effettuare altre ricerche sul web. Questo accade quando il brand attiva campagne di remarketing e di retargeting, pubblicità online che si rivolge agli utenti in base alle loro precedenti azioni su Internet.

Raggiungere le persone giuste al momento giusto consente di migliorare l’esperienza online dell’utente, oltre ovviamente ad incrementare le vendite e i risultati per i brand. Per questo sempre più aziende si stanno affidando a esperti specializzati in Inbound Marketing al fine di creare offerte personalizzate sulle esigenze dei consumatori, ricavate dall’incrocio dei diversi dati a disposizione: comportamenti d’acquisto, dati anagrafici, luoghi, dispositivi utilizzati e via dicendo.

Accanto quindi all’ormai consapevolezza che rimanga traccia di ogni nostro movimento online, dall’altro lato ad essere cambiato è anche l’approccio del consumatore stesso, che si aspetta un’offerta sempre più mirata e che possa essere comunque ritenuta di suo interesse in cambio dell’autorizzazione all’utilizzo dei propri dati.

Cosa ci riserva quindi il futuro? In questo contesto la capacità comunicativa starà nel riuscire a creare offerte sempre più interessanti ed efficaci senza dare all’utente l’impressione di essere spiato, nonostante le informazioni a disposizione saranno via via sempre maggiori.


Retargeting o Remarketing? Due lettere che fanno la differenza

Oggi i marketer digitali hanno a disposizione strumenti molto sofisticati per raggiungere i propri target attuali e potenziali. Di questi, due sono oggi fondamentali da conoscere e utilizzare anche se spesso confusi o ritenuti similari: il retargeting e il remarketing.

In sostanza, entrambi rientrano nelle attività che consentono di recuperare gli utenti – e soprattutto il loro interesse – che hanno visitato delle pagine di un sito senza generare lead, basandosi sulla stessa tecnologia che prevede l’inserimento di codici di tracciamento (cookies) nel browser dell’utente quando atterrano su un sito o una landing page.
In questo modo ad esempio gli annunci di Google AdWords inerenti i prodotti consultati potranno essere visualizzati anche in seguito da quell’utente, mentre naviga su altri siti affiliati ed eventualmente, se li clicca, riportarlo alla pagina di quel prodotto.

 Il retargeting consente solo di raggiungere quegli individui che hanno già visitato il sito o una pagina specifica senza sapere nulla di più su di loro, quindi includere anche essere persone non interessate al prodotto checontinueranno a ignorare l’annuncio.


Il remarketing si rivolge invece a chi non solo visita il sito, ma anche a chi è più probabilmente interessato al prodotto utilizzando un ulteriore livello di informazioni. I dati che già abbiamo sui prospect (le informazioni che già condividono) permettono di rivolgersi solo a quanti esprimono un reale interesse o hanno bisogno del prodotto/servizio.

Grazie al remarketing è quindi possibile legare l’interesse del potenziale cliente alle informazioni che già si possiede su di lui, evitando così di far arrivare i propri annunci a chiunque. Ad esempio, un rivenditore di servizi immobiliari può identificare le keyword associate nelle ricerche dagli utenti quando cercano sul motore di ricerca da poter associare al proprio annuncio. Una volta che il browser abilitato con i cookie è abbinato ad una delle parole chiave individuate, gli annunci e i banner legati all’offerta del negozio inizieranno a uscire come risultati delle ricerche.


Questo porta a raggiungere i prospect che hanno già espresso il loro interesse, aumentando le possibilità di ottenere conversioni. Retargeting e remarketing devono insomma avere entrambi un posto in una strategia digitale equilibrata e possono essere utilizzati per completarsi a vicenda.


Il web design: 4 errori da non commettere sul tuo sito internet

Il buon design del tuo sito web è uno dei tanti aspetti che fa funzionare i tuoi affari online, perché riesce a creare un’immagine di te affidabile e sincera.

Per questo fare errori di web design può essere controproducente per il tuo digital marketing: ma quali sono gli sbagli più comuni da cui è meglio stare alla larga?

Caricamento lento delle pagine

Questo è il parametro numero uno per stabilire se la user experience del tuo sito internet è stata curata. Se le pagine del tuo sito ci mettono molto a caricare (più di tre o cinque secondi) i visitatori potrebbero abbandonare la navigazione. Pensa che il tempo che un utente medio è disposto ad aspettare per il caricamento di una pagina è inferiore ai 3 secondi: la conseguenza immediata è che pagine web lente a caricarsi hanno una frequenza di rimbalzo molto elevata.

Non fare attenzione ai colori

I colori che scegli di usare nel tuo sito web hanno un diverso indice di gradimento da parte degli utenti e sulla loro esperienza di navigazione. Cerca di armonizzare il tutto, spesso se hai già un logo attieniti alla palette di colori che stanno bene con esso. In più sono stati fatti degli studi che indicano quali sono i colori preferiti dalle donne e i preferiti dagli uomini, ricerche che riportano i dati delle preferenze di banner colorati rispetto a quelli in bianco e nero o di call to action che hanno avuto più successo cambiando il colore, per esempio da rosso a verde o viceversa.

Layout difficile da leggere

Quando navighiamo sulla rete, di fronte ad una pagina che si sviluppa in verticale i nostri occhi sono portati a seguire un movimento ad F nella lettura, mentre di fronte a layout orizzontali i visitatori sono portati ad una lettura con movimento degli occhi a Z. Non solo: gli utenti si concentrano sui primi due paragrafi della pagina, motivo per cui ti consiglio di dire tutte le cose importanti all’inizio. Questo è importante per sapere dove posizionare le informazioni più importanti all’interno dello spazio che hai a disposizione. Ci sono molti utenti che si limitano a scansionare i titoli con lo sguardo per questo avere testi con titoli accattivanti ed elenchi puntati potrebbe essere utile per agevolare la lettura.

Design che non ispira fiducia

Anche dalle scelte di web design l’utente che naviga si fa un’idea dell’autorevolezza di un brand: per esempio se non è esposto il logo aziendale o se si pubblicano foto di stock smaccatamente “finte” o si ha poca cura nei dettagli l’utente potrebbe farsi un’opinione negativa e poco trasparente del brand.

Questi sono solo 4 degli errori in cui puoi incorrere se non hai prestato attenzione al web design del tuo sito internet. Fai un check e scopri se hai tutte le carte in regola per presentarti bene online sotto il punto di vista del web design!


Il digital marketing: oggi e domani

Internet e la comunicazione online hanno cambiato drasticamente il nostro approccio all’informazione.

Siamo sempre connessi grazie alla disponibilità dei dispositivi mobile, smartphone e tablet: chattiamo, scrolliamo i nostri social del cuore, scarichiamo la posta, cerchiamo informazioni, acquistiamo quello che ci serve. Le giornate sono scandite da momenti che in gran parte vengono condivisi con la rete di contatti o trovano una soluzione sul web, pensa per esempio alle informazioni in tempo reale (come si fa quello, dove posso comprare quell’altra cosa) quando ne hai bisogno.
Per questo la sfida delle aziende non è solo quella di esserci nel momento giusto e nel posto giusto ma quella di rispondere alle esigenze dell’utente con soluzioni rilevanti e contenuti interessanti che siano fruibili comodamente dai dispositivi mobili.

Gli utenti ogni giorno prendono decisioni d’acquisto (recensioni e ricerche), risolvono i loro problemi (informazione, tutorial), acquisiscono idee e stimoli (social, blog, chat) grazie ai telefonini.

Sono con noi tutto il giorno, e noi siamo sempre connessi con tutte queste informazioni.

Alla luce di questo scenario che cosa può fare un’azienda che comprende il valore di questo cambiamento nell’informazione?

Un buon Digital Marketing Aziendale mette al centro il cliente: deve essere in grado di scansionare in tempo reale il comportamento in rete degli utenti, acquisiti e non, al fine di intercettare future opportunità di business e occasioni di acquisto.

Deve essere attento alla trasparenza delle informazioni che dà, alla cura all’interazione e all’assistenza, creare contenuti ad hoc per i propri lettori e clienti, impostare un clima di curiosità e creatività intorno al brand.

Curare i canali di distribuzione e i mezzi di comunicazione deve essere un impegno costante. Impara a raccontare il tuo brand e se senti di non poterlo fare da solo affidati a professionisti che possano aiutarti a farlo. Chiedici cosa possiamo fare per te, compila il nostro form di contatto!


Digital Marketing: su cosa puntare?

Per comunicare online in maniera efficace serve esperienza e molta costanza: le cose cambiano velocemente, l’evoluzione viaggia al ritmo di innovazione e trend: da dove partire quindi per una buona strategia digitale?

Abbiamo individuato 5 leve su cui puntare per la tua strategia di Digital Marketing:

La qualità

Contenuti di qualità, immagine curata, coerenza: questi elementi aumentano la potenza di penetrazione del web nei confronti di un’utenza altamente targhettizzata. L’utente apprezza ciò che è utile e Google approva dando un buon ranking ai contenuti che rispondono a pertinenza e rilevanza.

Le relazioni

I rapporti personali e le esperienze positive prendono il posto della pubblicità. I Social Network stimolano il dialogo e il confronto, diamo valore ai pareri di amici e conoscenti che stimiamo per opinioni su questo o quel prodotto. La comunicazione emotiva e individuale vince sulle offerte di prodotto e sui messaggi pubblicitari outbound.

La creatività

Siamo bombardati da informazioni e selezionare quelle di nostro interesse diventa sempre più difficile: lo smartphone è sempre a disposizione con collegamenti infiniti a ciò che ci interessa, il portatile è sempre acceso, siamo sempre connessi con tutti. La pubblicità ha un arduo compito: quello di distinguersi sempre di più in mezzo a tanta informazione e altra pubblicità, per questo è necessario puntare su creatività, intelligenza e passione.

I video

C’è stato il momento delle immagini e quello delle parole, ora è tempo di video. Prevedi nella tua strategia di content marketing anche i video: si è visto che il video genera un incremento degli acquisti del 174% e che le pagine che contengono video hanno un aumento delle conversioni intorno all’86%. Anche Facebook sta promuovendo la visibilità dei video nativi (non link a YouTube, ma caricati direttamente sulla piattaforma).

I dati

Abbiamo un grande punto a favore nella nostra strategia: le persone attraverso Internet e attraverso gli apparecchi mobili lasciano tracce digitali che ci forniscono indicazioni su preferenze e comportamenti. Analizza questi dati e misura il tuo potenziale digitale: risparmierai tanto tempo in strategie inutili e una volta bandita l’approssimazione potrai intraprendere con maggiore sicurezza la strada verso il successo della tua azienda.


Perché investire nel digitale?

Negli ultimi anni le aziende con una forte presenza nel web sono cresciute molto più velocemente rispetto alle altre e questo sembra già un ottimo motivo per investire nel digitale. Ma c’è di più.

Il mercato si è evoluto, le frontiere si sono spostate più in là, le vecchie sono state già varcate.

Le aziende oggi non possono permettersi il lusso di non cogliere le opportunità del web, il digitale non è un accessorio della comunicazione (guarda come è bello il mio sito web) ma una chiave di “svolta” (guarda come vendo).

I dati dell’ultimo report della società belga Email- Brokers condotta su 25 paesi europei dimostrano che solo 9 di essi sono presenti su Internet con almeno il 50% delle imprese (l’Italia si barcamena con il suo 53%).

Anche il dato dei “siti aziendali non aggiornati da più di un anno” dimostra come il sito web venga utilizzato solo come vetrina e non come strumento attivo dei processi commerciali di un’azienda (Malta 83%, Regno Unito 82%, Germania e Italia 79%)

Sembra che la promozione tradizionale sia ancora per molti il vettore principale su cui fare affidamento: di sicuro nel 2013 erano in tanti a pensarlo se consideriamo che l’83% delle aziende fallite in Italia non erano sul web.

Perché quindi investire nel digitale?

  • Per essere competitivo: le imprese attive sul web crescono più velocemente, generano maggiori contatti all’estero, sono più produttive, assumono di più rispetto ai propri competitor “offline”;
  • Per essere dove sono i tuoi clienti: perché il digitale è il campo in cui si sfida oggi il mercato, un mercato fatto di persone che vivono Internet e lo abitano;
  • Per comunicare: le persone sono stanche di subire le informazioni e le promozioni, vogliono interagire, parlare con le aziende, decidere. Internet è il luogo dove si parla ma dove soprattutto si ascolta. Linbound marketing è l’evoluzione di questo pensiero e mette al centro le persone come soggetti attivi e non più passivi. L’utente naviga, guarda quello che gli piace, sceglie tra tanti il migliore, quello di cui riesce a fidarsi.


Se non l’hai già fatto è ora di inserire in agenda il tuo appuntamento con il futuro … perché le opportunità offerte dal digitale non aspettano, sono ora.