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Campagna Adwords

Google Adwords e Facebook Ads: cogli tutto il potenziale del Digital Advertising

Brand Awareness o Lead Generation, qualunque sia l’obiettivo da raggiungere nel più breve tempo possibile Iride Comunicazione offre l’esperienza e la professionalità di un team dedicato per una progettazione e pianificazione efficace delle vostre campagne di web marketing . Per le attività di SEM uniamo sempre forte creatività e piena padronanza delle principali piattaforme di Digital Advertising per sfruttare al massimo gli strumenti e le soluzioni a disposizione, ottenendo per il vostro business i migliori risultati. Anche con piccoli investimenti è possibile infatti aggiudicarsi vantaggi competitivi come una migliore visibilità sui motori di ricerca rispetto alla concorrenza, comparire nei risultati in linea con gli interessi e i profili degli utenti, nonché acquisire contatti e generare lead. 

La vostra campagna in buone mani

Google Adwords e Facebook Ads sono le piattaforme integrate ai due giganti del web oggi più utilizzate per le attività di Search Engine Marketing. Entrambe hanno ormai sviluppato prodotti estremamente evoluti con cui impostare e gestire le campagne, permettendo ampia scelta e versatilità ma anche creando un alto rischio, per chi non le conosce, di non vedere a frutto il proprio investimento. Affidandovi a Iride sarete sicuri di una gestione efficace e attenta alle vostre esigenze, ottimizzata per il budget disponibile e per generare un ritorno effettivo basandosi sempre sulla scelta delle opzioni più efficaci. La nostra agenzia assicura un servizio completo, occupandosi interamente dello sviluppo ella campagna, strutturato in diverse fasi: Analisi preliminare Mettiamo a punto la strategia solo dopo aver effettuato un check completo di scenario
  • briefieng per definire obbiettivi, annunci, target e tipo di campagna
  • ricerca e studio delle parole chiave
  • analisi del costo medio per click e definizione del Budget mensile richiesto
  • benchmarking e analisi della concorrenza
Proposta strategica e creatività
  • scelta delle piattaforme e dei format più adeguati (annunci, display su Rete Google, inserzioni…)
  • confezioniamo gli annunci, i messaggi, le grafiche&copy nei formati per ogni tipo di tool individuato  
Settaggio e gestione Impostiamo la campagna per target, geolocalizzazione, lingua e sfruttando a pieno gli strumenti delle piattaforme. Verifica costante dei risultati forniamo un aggiornamento periodico sull’andamento delle campagne e sui risultati raggiunti. Controllo della spesa Teniamo sotto controllo i costi, impostando il budget mensile e i costi solo a performance. Siete interessati a questo servizio? Potete prendere un appuntamento per un incontro senza impegno. Conosciamoci e troviamo insieme la soluzione migliore possiamo offrirvi!

SEO Local Strategy, le novità da sapere

Dal 1° settembre 2016 è attivo Google Possum, il nuovo update dell’algoritmo dedicato soprattutto alla Local Search. Il principale cambiamento interessa infatti local pack, portando da sette a tre il numero di place visibili nei Google Maps Results quando si fa ricerca per parole chiave geolocalizzate, ovvero “parola chiave + area geografica”. Compito quindi dei vari responsabili web/e-marketer sarà quello di adeguare la propria strategia e il sito aziendale a questa novità

 Secondo il portale specializzato Search Engine Land, lo scopo di questo aggiornamento è offrire risultati quanto più diversificati possibili e arginare il fenomeno dei “virtual office”, la creazione sulla mappa di sedi fittizie in punti strategici solo per ottenere più visite al proprio sito grazie ai risultati geolocalizzati.

 Vediamo dunque in concreto quali saranno le implicazioni per i marketer:

1- Migliore posizionamento local per le attività al di fuori dalle aree cittadine

Finora, le attività situate al di fuori dei limiti fisici della città avevano maggiori difficoltà a raggiungere buone posizioni per ricerche del tipo “attività + nome città”. Ad esempio, per un avvocato appena fuori Milano era praticamente impossibile posizionarsi tra i risultati di ricerca per “avvocato Milano”. Con Google Possum, sembra invece che aver guadagnato moltissime posizioni.

2 – Risultati diversi in base alla posizione:

Sempre secondo i test del portale inglese, i risultati dipenderanno anche da dove si trova l’utente che lancia la ricerca: più lontano è l’utente rispetto al luogo interessato dalla ricerca, più ampia sarà la mappa mostrata nella SERP e, di conseguenza, più attività saranno filtrate.

Se invece l’utente si trova già nell’area di riferimento, i risultati saranno molto più circoscritti. Di conseguenza, se si vuole verificare il ranking di un sito nella Local Search sarà necessario impostare, attraverso appositi tool (come ad esempio Bright Local), il luogo dal quale simulare la ricerca.

3 – Risultati in base a indirizzo e similarità:

In passato, Google filtrava i risultati di ricerca local in base al numero di telefono o al dominio: così, attività che avevano numeri di telefono e nomi di dominio molto simili non venivano mai visualizzati insieme nei risultati di ricerca, perché Google li considerava una forma di spam. Per questo motivo è ora buona prassi dotarsi di un solo profilo Google My Business per la propria attività, con una precisa configurazione NAP (Name, Address, Quindi se all’interno dello stesso palazzo sono presenti diversi liberi professionisti, questi non verranno mostrati contemporaneamente; ma anche che se in una stessa via ci sono attività simili e quindi concorrenti tra loro (ad esempio due centri estetici), una delle due verrà filtrata.

I risultati visualizzati, inoltre, rispecchieranno anche il giudizio sul livello di pertinenza tra il contenuto della scheda Google My Business e la ricerca effettuata dall’utente. Se ad esempio all’interno di uno stesso edificio ci sono due studi di commercialisti, ma uno solo è specializzato in pratiche antiusura, questo avrà più possibilità di essere visualizzato se l’utente inserisce una query specifica.

4 – Risultati più sensibili ai cambiamenti di keywords:

Con Google Possum configurazioni di keywords diverse, anche solo lievemente, l’una dall’altra producono risultati diversi nella Local Search: una ricerca con “estetista Parma”, “Parma estetista”, “estetista a Parma”, i risultati visualizzati non saranno gli stessi.

5 – Risultati local sempre più slegati dai risultati organici generici

In fatto di ranking, le schede Google My Business sembrano avere vita propria rispetto al sito web a cui linkano. Ciò significa che se il sito di una pizzeria in via XY a Pistoia non appare in prima pagina tra i risultati organici, può comunque apparire nel 3-pack dei risultati geolocalizzati se la sua scheda Google My Business è pertinente alla ricerca compiuta dall’utente.

6 – Come cambia la Local SEO con Possum:

Tra le linee guida ufficiali, relativamente alla Local SEO, Google dichiara che i principali fattori di ranking per un’attività che ha una scheda Google My Business sono:

  • Completezza e correttezza dei dati
  • Sede verificata
  • Orari di apertura aggiornati
  • Recensioni e risposta alle recensioni
  • Foto dell’attività (possibilmente fatta da un professionista certificato)

 Inoltre, Big G afferma che il ranking dei risultati local dipende da: 

  • Coerenza tra i dati inseriti nella scheda Google My Business e la ricerca effettuata dall’utente
  • Distanza tra l’utente e l’area geografica interessata dalla ricerca
  • Evidenza, cioè la notorietà di un determinato luogo, che Google calcola tenendo conto del numero e dell’autorevolezza dei link d’ingresso, nonché delle recensioni ottenute dall’attività

 

La prima diretta conseguenza è che oggi più di prima la compilazione della scheda My Business non potrà prescindere da un lavoro accurato di SEO copywriting e che, in definitiva, progettare i contenuti per la scheda GMB non è un’attività diversa dallo scrivere i testi per il proprio sito web.

 La scheda dovrà essere trattata come una sintesi della presentazione aziendale, dal “chi siamo” all’offerta di prodotti o servizi, al contatto, stando ben attenti a inserire contenuti (testuali e visivi) dettagliati.

Consigliata infine, per una buona strategia di Local SEO, la cura delle relazioni con i propri clienti: richiedere e ottenere dai propri clienti di lasciare la propria recensione e valutare l’attività sarà sempre più importante per ottenere un buon posizionamento tra i risultati local.


Pinterest, l’alleato del tuo e-commerce

mirtmirt / Shutterstock.com

Pinterest è il social dell’ispirazione visual per eccellenza, superiore anche a Google come “motore di ricerca per immagini” si è ormai affermato come social particolarmente adatto per la comunicazione brand di settori come moda, food e design.
Per questo rappresenta anche un canale strategico a supporto dell’e-commerce, utilissimo nell’intercettare traffico qualificato e suddividere l’offerta prodotti per nicchie di mercato. Vediamo le sue potenzialità e alcuni consigli per utilizzarlo al meglio.

1. Board: poche ma buone

Più album si creano, meno probabilità si hanno che qualcuno scelga di seguirle tutte. La scelta migliore è invece offrire meno album, ma restare più aderenti possibile alle richieste della propria nicchia. Inoltre, quando si tratta scegliere i titoli, meglio non esagerare con la creatività: meglio scegliere le parole chiave pertinenti, in modo da aumentare le probabilità che quel contenuto sia incluso nel feed "scelto per voi".

2. Check-in con Pinterest Analytics

Il check-in con gli analytics serve ad assicurarsi che il contenuto sia sulla strada giusta: impression, dati demografici e statistiche di coinvolgimento che possono aiutare a adattare le vostre strategie di pianificazione. Questi parametri sono particolarmente importanti per i “promoted pin” – le immagini sponsorizzate – in quanto aiutano a identificare le prestazioni di ciascuno in base all’engagement che ottengono rispetto al numero di visualizzazioni e consentono di regolare le campagne per aumentare il traffico.

3. Aggiornare le descrizioni

La regola generale è: le descrizioni che accompagnano i pin devono essere brevi e semplici ma informative. Non sono solo una declinazione del brand, ma se eccessivamente lunghe possono scoraggiare clienti. Oggi il miglior aggiornamento della descrizione da fare è assicurarsi che si sta utilizzando parole chiave pertinenti nelle vostre descrizioni pin.

4. Contenuti originali

Una grande percentuale di contenuto Pinterest è costituito da repins. Quindi caricando contenuti originali, si riesce a massimizzare l’esposizione e distinguersi. Ci sono alcuni principi fondamentali da ricordare quando si creano i pin: usare orientamento verticale, inserire sempre link ai contenuti originali sul sito, ma anche assicurarsi che il sito abbia un pulsante per aggiungere i pin.
Ricordiamo inoltre che a inizio 2016 è cambiato l’algoritmo che regola l’aggiornamento del newsfeed, rendendo i pin di interesse e di carattere informativo più prominenti di quelli esclusivamente di vendita.

5. Conosci il tuo pubblico

È bene considerare che il numero di follower non determina necessariamente il numero di persone da raggiungere. Posizionarsi come esperti nella propria nicchia per gli utenti Pinterest aiuterà molto di più nella crescita della portata e del traffico: per farlo è utile ricorrere a ricerche di mercato e agli analytics Pinterest per ottenere insight su quali risorse poter offrire. Si possono ottenere più reach attraverso i trending topic e le ricerche di categoria e i feed ‘scelto per voi’. Per vedere il numero di persone che seguono argomenti o interessi particolari c’è: http://www.pinterest.com/explore/(Topic).


7. Mobile-friendly

Dall’introduzione dei Buyable Pin, Pinterest ha ridotto il numero di link di affiliazione. Questo incide in particolare sul mobile, dove i collegamenti ipertestuali sono perlopiù trascurati dagli utenti. Ottimizzare i pin (immagini e descrizioni) e il sito per gli smartphone rende l’intera esperienza utente pin-to-link più facile da navigare. Durante la pianificazione e la pubblicazione dei pin, è bene quindi fare un doppio controllo anche sui vari dispositivi cellulare per vedere come l’utente li vedrà.

8. Usa i Pin Rich

I Pin Rich consentono di integrare informazioni aggiuntive, come ad esempio un titolo in grassetto e/o Favicon, che può accompagnare il percorso e generare fiducia nell’utente.
Inoltre consentono di mettere anche una meta description – compresi i prezzi e le specifiche tecniche del prodotto che, anche se un utente fa il repin, non sarà in grado di essere modificato.


Twitter e il limite dei 140 caratteri: cosa cambierà?

Twitter ci ha sempre costretti alla sintesi, per questo o lo si odia o lo si ama. I nostri cinguettii non potevano infatti superare il limite dei 140 caratteri, vincolo ulteriormente ristretto se nel nostro messaggio erano incluse immagini o link.
Da tempo si ipotizzavano quindi cambiamenti, forse anche alla luce del bassissimo numero di iscritti registrati nel 2015.
A cambiare sarà quindi proprio quella che è la caratteristica principale del popolare Social Network, benché non si tratti di una vera e propria rivoluzione. In sostanza il limite dei 140 caratteri rimarrà, ma a cambiare sarà il modo in cui questi verranno conteggiati.

La soluzione adottata sarà quella di togliere dal conteggio dei caratteri i contenuti extra-testuali, come foto, video, gif, sondaggi e retweet.
Una foto occupa ad esempio 24 caratteri a prescindere dall’ampiezza del file, un link invece ne occupa 23 anche con versioni shorten come bit.ly o simili.
I link non rientreranno però in questo adattamento, rimanendo a far parte del conteggio attuale.

Altro guadagno prezioso in termini di spazio riguarderà i nomi degli utenti ai quali rispondiamo, che non verranno più inclusi nel conteggio. Una soluzione utile soprattutto quando si risponde all’interno di una discussione con più utenti.

Attenzione però, perchè la regola varrà solo per i Tweet di risposta e non per quelli in cui il nome viene inserito manualmente.
È stata introdotta infine la possibilità di retwittarsi da soli, in modo da riproporre un’idea che potenzialmente poteva essere passata inosservata.


Come realizzare le foto a 360° di Facebook

Siete in vacanza e volete mostrare ai vostri amici la bellezza dei luoghi che vi circondano? Facebook è la soluzione che fa per voi! Il popolare Social Network ha recentemente reso disponibili per tutti gli utenti le sue scenografiche foto a 360 gradi, e condividerle è davvero semplicissimo: basta realizzare una panoramica con il proprio smartphone o scattare una foto a 360 gradi utilizzando apposite app e poi pubblicarla sulla propria bacheca come si farebbe con una normale foto.

Facebook convertirà automaticamento lo scatto in una coinvolgente panoramica, riconoscibile dall’icona della bussola sul lato destro della foto. Per esplorare una di queste foto da mobile è sufficiente muovere il dito sullo schermo oppure inclinare direttamente il telefono, mentre da desktop bisogna cliccare sopra la foto stessa e trascinarla.

Ma come molte release di Facebook, anche questa funzione si rivela interessante per i brand e per tutti quei soggetti che si avvalgono dei Social come canale di comunicazione per raggiungere la propria audience ed interagire con i potenziali clienti.

Pensate ad esempio di poter offrire un giro virtuale nel vostro negozio, albergo, ufficio o azienda, mostrando ad esempio dove vengono realizzati i vostri prodotti o invitando gli utenti a fare un giro, tra persone reali e a lavoro: le foto a 360 gradi sono estremamente affascinanti in quanto racchiudono in un solo strumento il concetto di umanizzazione e personalizzazione dell’esperienza.

La funzione è praticamente la stessa che già offre Google Maps Business View permettendo di visitare gli interni delle attività, con la differenza che l’esplorazione di Maps si rivolge a chi è direttamente interessato a visitare virtualmente un dato luogo, mentre la panoramica di Facebook può arrivare potenzialmente a chiunque: accompagnandola con un buon copy e un pizzico di creatività è senza dubbio uno strumento di engagement da non lasciarsi scappare!


E-mail marketing, come renderla efficace per la Lead Generation

Le campagne di email-marketing sono fondamentali per il successo di qualsiasi strategia di web marketing.
Rispetto ad altri strumenti oggi a disposizione sul web, attività legate a questo canale risultano infatti ancora le più efficaci per la Lead Generation, ovvero nel creare e mantenere le relazioni con clienti e prospect,raccogliere dati importanti sui loro interessi e favorire nel tempo l’incremento del ROI. La prassi più diffusa è tuttavia ancora lontana da un utilizzo pienamente consapevole delle sue potenzialità o quanto meno trascura troppo spesso aspetti che sono invece decisivi per raccogliere risultati concreti.
Ecco quindi una breve checklist di consigli utili per migliorare le performance:

1. Usa le mail come modo per dialogare
Quando si tratta di inviare newsletter B2B, la maggior parte degli addetti ai lavori segue l’approccio dell’invio di massa, che ha come unico risultato quello di mandare fuori delle e-mail  informative, senzaperò generare un vero dialogo con i prospect. Bisogna quindi cercare di  innescare una conversazione ascoltando, dando valore aggiunto e coinvolgendo i contatti con campagne e-mail che includano i bottoni dicondivisione dei contenuti sui social network.

2. Approfondisci l’analisi del CTR per migliorare le opportunità di contatto
Le metriche standard sono importanti, ma bisogna andare oltre le semplici statistiche analizzando a fondo tutte le informazioni disponibili: le sezioni del sito più visitate dai prospect, il numero e la frequenza delle visite e gli argomenti più condivisi sui social. In base a questi comportamenti si potranno così creare dei sotto-gruppi di possibili prospect. Bisogna quindi  assicurarsi di poter misurare il coinvolgimento oltre le metriche classiche.

3. Segmenta il tuo pubblico
Si tratta di combinare i classici criteri di suddivisione con i dati relativi al comportamento per suddividere i gruppi in modo ancora più preciso e definire meglio le strategie di marketing. In particolare, è importante individuare chi ha aperto la mail, se ha scaricato l’offerta, la durata della visita sul sito. Una volta che si ha un’idea più precisa di ciò che interessa ai diversi segmenti, diventa molto più semplice realizzare offerte personalizzate.

4. Non esagerare con i contenuti
La regola d’oro del web vale anche in questo caso: less is more. Non dimentichiamo che la mail è già di per sé mezzo più intrusivo, se poi si esagera con una quantità di informazioni eccessiva, si rischia di perdere qualsiasi attenzione. Soprattutto se il messaggio non è costruito pensando ai reali interessi di chi legge. Meglio quindi un solo messaggio, un solo focus e ben confezionato dal punto di vista del layout che un testo lungo.

Realizzare campagne di e-mail marketing significa quindi prestare attenzione al pubblico a cui ci si rivolge, veicolare un messaggio appropriato per ciascuno ma soprattutto evitare l’errore comune di inviare semplicemente contenuti autopromozionali che così hanno molta più probabilità di finire nel cestino che di essere aperti.


Ottimizza il tuo e-commerce per il Natale

Le festività si avvicinano e questo periodo dell’anno è assolutamente fondamentale per il commercio. Basti pensare che, per chi vende online, lo shopping natalizio rappresenta anche il 25-30% delle entrate annue!
Effettuare delle buone attività di marketing e ottimizzare il proprio e-commerce al meglio è di cruciale importanza. Ecco alcuni suggerimenti.

ADDOBBA IL TUO SITO

Entra nello spirito del Natale e ravviva il tuo sito con una grafica natalizia. Mi raccomando, non servono cose eccessive: un cappellino da Babbo Natale sul logo, un banner, qualche foto colorata e accattivante sono più che sufficienti.
Ricorda di non sottovalutare nemmeno il copywriting: il Natale è un momento fortemente emozionale e devi saper sfruttare l’occasione con una buona strategia di storytelling. Abbelisci le descrizioni dei prodotti, richiama le tradizioni, gioca sul coinvolgimento.

ACQUISTI SENZA STRESS:

Ottimizza le ricerche

Offri una soluzione semplice e creativa ai tuoi utenti e cerca di facilitarli nella ricerca del regalo proponendo specifiche categorie, ad esempio differenziando le proposte regalo per lui, per lei, per i bambini, per mamma o papà e via dicendo.

Mostra il prezzo degli articoli

Il prezzo dev’essere sempre un’informazione facilmente e chiaramente reperibile; molti utenti avranno già un budget prestabilito e sicuramente apprezzerebbero la presenza di un’opzione di ricerca in base alla fascia di prezzo.
In alternativa potresti creare specifiche categorie con gli articoli più economici, ad esempio svendite, offerte o idee low cost.

Nascondi i prodotti esauriti

Una volta scelto il regalo perfetto sarebbe davvero frustrante scoprire che il prodotto è esaurito! Evita questo inconveniente disattivando dal tuo shop gli articoli non più disponibili.

Mostra gli articoli rimanenti

Per ovviare il problema di cui sopra, ma anche per incentivare gli acquirenti a procedere subito con l’acquisto, segnala i pezzi rimanenti in magazzino quando la scorta si sta esaurendo.

Fornisci assistenza con la live chat

La live chat è uno strumento davvero utile non solo perché attribuisce una sorta di “fattore umano” all’acquisto online, ma permette di rispondere in tempo reale a eventuali problematiche o richieste d’informazioni che potrebbero ostacolare la buona riuscita dell’acquisto.

Checkout come ospite

È probabile che, durante le festività, nuovi visitatori giungano al tuo sito. Semplifica il processo di acquisto per questi utenti offrendo loro la possibilità di effettuare il checkout rapidamente, senza dover necessariamente creare un account. Potrai sempre ricordare loro che, accedento come ospiti, non potranno ad esempio usufruire di eventuali offerte speciali.

Consegne veloci

Sicuramente in molti si ridurranno a fare regali all’ultimo minuto. Offri un servizio di consegna espresso che permetta loro di ricevere i regali in tempo.

GIOCA D’ANTICIPO

Crea campagne con Google AdWords

Il marketing natalizio è davvero importante e va pianificato per tempo: utilizza AdWords per raggiungere il tuo target con parole chiave ben precise e un testo che si rivolga al cliente target.

Sii Social

Anche le campagne sui social (Facebook in particolare) ottengono davvero ottimi risultati. Inoltre non dimenticare di curare al massimo le tue pagine, pubblicando contenuti accattivanti e che catturino l’attenzione dei tuoi follower.

Hai un blog? Sfruttalo al massimo!

Anche il blog può essere utilizzato per creare un’efficace strategia SEO. Prepara un calendario editoriale programmando in anticipo una serie di articoli coinvolgenti, ma anche strategici.
Dedica un post ai best seller, alle promozioni importanti, alle idee regalo o alle categorie di prodotti che vuoi mettere in evidenza: in questo modo non solo riuscirai a mostrare ai clienti i tuoi prodotti e a semplificare le decisioni di acquisto, ma al contempo creerai un valido contenuto per i motori di ricerca.
Alcuni importanti accorgimenti per generare traffico verso il tuo sito: utilizza le keywords più pertinenti e non dimenticare i link ai vari prodotti citati.

Direct Email Marketing: Newsletter che non possono mancare

– Sicuramente una guida ai regali per presentare in modo originale i propri prodotti;

offerte e promozioni sono importanti per trasmettere all’utente l’idea di poter trovare una buona occasione per un bel regalo ad un prezzo scontato;

– infine, semplici biglietti di auguri natalizi non finalizzati alla vendita permettono di mantenere un rapporto positivo con il cliente.

Il Natale è alle porte e sei in ritardo? Rivolgiti ad un team di esperti!


La digital reputation: cosa si dice di te online?

L’ambiente virtuale è a tutti gli effetti uno spazio in cui ci creiamo una nostra reputazione e imbastiamo relazioni con gli altri.

Essere presenti sul web vuol dire abitare la rete responsabilmente, dando un’immagine di noi e della nostra azienda che ci corrisponda e che possa servire a promuovere correttamente la nostra attività.

Avere una digital reputation positiva è importantissimo, tanto quanto tenerla monitorata.

Come si fa?

Attraverso e-commerce, Google, il tuo sito, i Social, puoi raccogliere recensioni e feedback, elementi preziosi per sapere cosa si dice di te in rete e cosa pensano i tuoi utenti.

Ma soprattutto se sei un’Azienda mantenere monitorata la tua reputazione diventa uno strumento per valorizzare la tua immagine e per creare strategie adeguate alla fidelizzazione del mercato che ti segue e all’esplorazione di quello potenziale. 

Sappiamo che le cattive recensioni o i commenti negativi specialmente sul web possono diventare virali in pochi minuti, dando luogo anche a spiacevoli circostanze e danni di immagine, anche quando le notizie in questione risultano false. In questi casi il monitoraggio permette di essere vigili e tempestivi, bloccando sul nascere queste iniziative malevole. Al contrario quando i commenti sono positivi, la viralità può essere sfruttata a proprio vantaggio per mettere in risalto specifici successi.

Sui social. 

Le pagine fan dei brand sono biglietti da visita importantissimi. Per tale motivo ciò che accade sulla pagina social ufficiale aziendale riguarda l’immagine della gestione aziendale stessa. È importante impostare una strategia social che valorizzi pregi e plus e che sia in grado di neutralizzare gli effetti negativi di eventuali criticità legate al feedback degli utenti.

Su Google 

Una soluzione veloce per monitorare la rete è quella di utilizzare il servizio Google Alert, offerto da Google. Impostando chiavi di ricerca a piacimento si viene avvisati, direttamente nella propria casella elettronica e con la frequenza che si desidera, quando tali parole vengono citate all’interno del web.

Questi sono solo alcuni degli strumenti con cui si può monitorare la propria digital reputation. E tu ti sei già attivato per salvaguardare la tua Azienda da eventuali attacchi impostando una strategia di monitoraggio? Hai pianificato misure atte a dare valore positivo al tuo Brand e a tutto ciò che lo circonda? Contattaci se hai bisogno di una consulenza in tal senso, saremo felici di aiutarti a mantenere una digital reputation solida e che duri nel tempo.


L’importanza dei contenuti negli e-commerce

Anche negli e-commerce i buoni contenuti hanno il loro peso. Qualcuno pensa erroneamente che data la quantità di pagine e di schede prodotti dei negozi online non sia necessario più di tanto curarne i contenuti. Nulla di più sbagliato. Buoni contenuti rendono la lettura dei prodotti chiara ed efficace rendendo migliore l’user experience dell’utente, portandolo a proseguire volentieri la navigazione e ad acquistare.

Inoltre, l’algoritmo di Google, che è sempre più intelligente, riconosce le piattaforme con contenuti di qualità, premiandole con un posizionamento favorevole.

Nel web è essenziale distinguersi evitando di copiare le descrizioni di prodotto dall’azienda produttrice, duplicando in questo modo i contenuti e venendo ancor più penalizzati dall’algoritmo di Google.

È dimostrato che qualità, fluidità e completezza dei contenuti, anche nelle descrizioni, offrono risultati migliori e aumentano le vendite. 

Riassumendo, cosa è bene fare:

  • scrivere contenuti professionali, originali, pensati per il prodotto;

  • scrivere testi di almeno 250 parole, completi di tutte le informazioni necessarie senza che l’utente debba cercare su altri e-commerce per trovare quelle mancanti;

  • fare attenzione alla presenza delle keywords (parole chiave).

Cosa non bisogna fare: 

  • copiare le descrizioni di prodotto dalle aziende produttrici: sarai penalizzato dai motori di ricerca che riconosceranno la duplicazione;

  • inserire descrizioni incomplete, sgrammaticate, poco chiare, allontaneranno l’utente che probabilmente sarà portato a lasciare il tuo sito.

Questi sono alcuni consigli che possono guidare nella stesura di buoni testi per un e-commerce orientato all’utente.

Hai bisogno di un team specializzato in copywriting che ti aiuti a comunicare efficacemente i contenuti del tuo e-commerce? Contattaci per un preventivo o semplicemente per una consulenza, saremo felici di aiutarti a redigere contenuti di qualità per la vendita dei tuoi prodotti online!


E-commerce: 5 consigli per evitare l’abbandono del carrello

Chi si occupa di e-commerce lo sa bene. L’abbandono del carrello da parte del cliente rimane uno dei punti cruciali nella gestione di un e-commerce. Le ragioni possono essere diverse e ad ogni modo devono spingerci a capire se qualcosa sul nostro sito non funziona come dovrebbe e se possono essere effettuati interventi di ottimizzazione.

Se da un lato è importante mantenere il cliente sul proprio sito il più a lungo possibile, dall’altro è fondamentale offrire la possibilità di completare il tutto in modo semplice e veloce.

Cerchiamo di definire alcuni punti fermi per ottimizzare il processo di acquisto e renderlo davvero efficace.

Perché l’utente abbandona il carrello

La cause principali che spingono l’utente a non terminare il processo d’acquisto possono essere:
– dubbi sull’ affidabilità del sito;
– opzioni di pagamento limitate;
– prezzi aggiuntivi nascosti o non chiari;
– processo di registrazione troppo lungo;
– processo di check-out troppo complesso.

5 consigli per il tuo e-commerce

1. Rendere la navigazione il più possibile intuitiva

Avere un buon sito web è fondamentale, come del resto organizzare il sito in maniera chiara, completa e accattivante per l’utente. La navigazione deve essere semplice e intuitiva proprio per favorire il processo d’ acquisto, che dev’essere altrettanto lineare e non dispersivo. Un singolo passaggio  può essere infatti determinante per la buona riuscita successo di un sito di e-commerce: tutto dev’ essere reperibile e a portata di clic.

2. Semplificare il processo d’acquisto

In primo luogo, la ricerca degli articoli dev’essere immediata ed efficace: verificate che il catalogo e la lista prodotti siano aggiornati, le descrizioni ben dettagliate, che la ricerca sia disponibile per parole chiave e per categorie. L’utente deve inoltre essere immediatamente a conoscenza della disponibilità o meno del singolo articolo.

Se il processo di ricerca di un prodotto o la navigazione in sé non saranno gratificanti per l’utente, difficilmente arriverà allo step dell’acquisto. Il processo del check out costituisce una sorta di “passaggio burocratico”, quindi un’azione da concludere al più presto.

3. Riconoscere l’utente, ma non esagerare nella profilazione

Come sapete, i cookies ci permettono di creare una profilazione precisa dei nostri utenti, che va dalla memorizzazione dei dati a quella delle scelte del cliente. Questo ci permette di velocizzare ulteriormente il processo, sia nella fase di selezione dei prodotti (ad esempio proponendo al cliente un articolo che sia in linea con le sue abitudini d’acquisto), che nella fase finale (memorizzare il metodo di pagamento e l’indirizzo di spedizione).

È bene, però, che queste scelte non appaiano vincolanti e che sia data la possibilità di modificare i dati proposti senza difficoltà. Per questo anche in fase di registrazione è consigliabile non esagerare nella richiesta di informazioni e offrire sempre una modalità d’acquisto, “on the fly”, che non prevede registrazione sul sito, ma semplicemente il rilascio dei dati necessari a completare l’acquisto.

4. Costi chiari

È sempre consigliabile offrire una scelta ampia anche in ambito pagamenti, in modo che il cliente possa scegliere il metodo che gli è più congegnale. Fondamentale è la chiarazza, quindi mostrate esplicitamente i costi di spedizione o eventuali costi aggiuntivi che possono derivare dal sistema di pagamento scelto.

A tal proposito, ricordate che una delle maggiori cause di abbandono dei carrelli sono i costi elevati delle spedizioni. Secondo gli esperti, la spedizione gratuita può avere un maggiore efficacia persuasiva degli sconti per gli shopper online.

5. I clienti abbandonano il carrello? Recuperiamoli!

Ebbene sì, se hai l’e-mail dell’utente (solitamente è infatti il primo dato di contatto richiesto) potresti sfruttare la possibilità di ricontattarlo in merito al carrello abbandonato.

In questo caso i tempi di contatto non dovrebbero superare le 24 ore, proprio per permettere una rapida azione; il tasso di apertura di queste email è solitamente molto alto, anche se chiaramente non è garantito che venga poi portato a termine l’acquisto.L’ideale sarebbe avere una procedura di check out che permetta di identificare esattamente a che punto è stato abbandonato il carrello, così da fornire un preciso supporto al cliente ed identificare eventuali criticità del proprio sito.

Questi cinque, semplici consigli potrebbero dare il loro contributo al successo del tuo e-commerce. Rivolgiti ad un team di esperti per farti assistere e consigliare passo per passo!